Una storia luminosa
DESTINATA AD INNOVARE
Da oltre 70 anni
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Il Dopoguerra si illumina

F.A.R.T. (Fabbrica Apparecchiature Radioelettriche Treviso) comincia la sua storia nel 1945, quando viene fondata da Bruno Graziati, in un’Italia che cercava di risollevarsi dalle immani distruzioni e lutti della Seconda Guerra Mondiale. Nel contesto incerto e difficile del primo Dopoguerra, ci si stringe l’un l’altro, ci si fa coraggio. Pian piano iniziano a riprendere abitudini e necessità della vita quotidiana, del vivere associato e delle attività economiche. Riprendono infatti a fatica e un po’ alla volta anche gli esercizi commerciali e di intrattenimento ed essi, naturalmente, riaprendo i propri locali cominciano a maturare la necessità di aumentare la propria visibilità e il proprio appeal commerciale con l’impiego di splendide e accattivanti insegne luminose al neon.

In quel periodo Bruno Graziati è un già affermato – benché giovane – elettrotecnico che osserva con attenzione e curiosità l’evolversi della società e il maturare delle sue esigenze in tale settore intuendone le potenzialità imprenditoriali rispetto a questa specifica applicazione – le insegne luminose, appunto – delle proprie competenze tecniche in ambito elettrotecnico. Ed è così che quello che era un già avviato laboratorio dedicato alla costruzione e riparazione di apparecchi radio muta la sua destinazione e i suoi obiettivi commerciali. Da questo momento, quindi, F.A.R.T. si trasforma in una piccola e determinata Azienda, totalmente dedicata e votata alla produzione di trasformatori ad Alta Tensione per le lampade a scarica a catodo freddo, ovvero lampade basate su quella tecnologia comunemente conosciuta come “neon”. 

Un’Azienda innovativa

Bruno Graziati comprende subito che solo il perfetto rapporto fra la sicurezza e la durata nel tempo dei trasformatori che alimentano le insegne può garantire il successo del neon e lo sviluppo del suo potenziale commerciale. Nel 1945, infatti si utilizzavano dei trasformatori che si caratterizzavano per un funzionamento a bobine scoperte, “in aria”. Naturalmente, quasi subito si notarono i gravi – e pericolosi – limiti di un tale approccio tecnico: l’alta possibilità di favorire incendi, nonché l’incidenza dei malfunzionamenti e la scarsa durata nel tempo dovute alla naturale azione prodotta dagli agenti atmosferici. Bruno Graziati intuì l’approccio tecnologicamente corretto per risolvere il problema. Si mise all’opera e, con creatività sapientemente applicata alle sue competenze tecniche, prima progettò, poi produsse e quindi commercializzò i primi modelli di trasformatore blindato, ovvero incapsulato e protetto da una inscatolatura metallica. I primi trasformatori con questa tecnologia, i soli... e a marchio F.A.R.T.

Nelle prime produzioni la scatola veniva riempita con del compound (ovvero, catrame dielettrico). Un ulteriore studio e affinamento del paradigma tecnologico introdotto dal Fondatore permise di raggiungere un ulteriore livello di qualità inscritto in quell’imprescindibile rapporto fra sicurezza e durata nel tempo. F.A.R.T., infatti, introdusse i primi trasformatori che al loro interno, al posto del compound, prevedevano l’impiego della resina applicata sottovuoto. Questo nuovo e avanguardistico approccio migliorava in maniera decisiva il livello di isolamento, garantendo, fra l’altro, una resistenza notevolmente aumentata anche a maggiori temperature operative. Da quel momento ogni apparecchio poté quindi essere impiegato in maniera del tutto agevole, sicura ed economicamente sostenibile anche in esterno. Liberando e scatenando con questo la creatività dei designers di insegne al neon protagoniste dei negozi e degli esercizi dell’incipiente Boom economico degli anni ’60, Dolce Vita compresa. Ancora una volta, i primi trasformatori con questa tecnologia, i soli... e a marchio F.A.R.T.

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Una seconda, decisiva, rivoluzione tecnologica

Ma tutto corre veloce e certo Bruno Graziati non era persona incline – come si usa dire – a dormire sugli allori. E infatti, nel 1980 si produsse in un’ulteriore e rivoluzionaria innovazione capace di rimarcare ancora la oramai più che acquisita posizione di leadership tecnologica e di mercato che l’Azienda aveva saputo conquistarsi. La F.A.R.T. ideò e brevettò e produsse un nuovo sistema automatico applicato alla produzione del trasformatore. Esso prevedeva un sistema di incapsulaggio sottovuoto costituito da una resina epossidica speciale ad uso per esterni: ciò, in pratica, permise la completa eliminazione dell’inscatolatura metallica e dei suoi inconvenienti. Tale innovazione contribuì in maniera decisiva a proiettare l’Azienda a un livello di netta preminenza in termini di innovazione e di quota di mercato, sia in ambito nazionale, che internazionale. Da quel momento – e fino a oggi – l’Azienda si applicherà alla progettazione, produzione e commercializzazione di trasformatori basati su questo paradigma tecnologico, sempre continuando a innovare nel tradizionale rispetto del rapporto fra sicurezza e durata nel tempo come assoluto criterio di qualità. E ancora, i primi trasformatori con questa tecnologia, i soli... e a marchio F.A.R.T.

 

Se, come abbiamo visto, fin dal suo esordio F.A.R.T. si è caratterizzata per essere un’Azienda in cui la qualità è un orizzonte perseguito nella pratica quotidiana, ciò è determinato dai suoi tre tradizionali assets valoriali quali: intuizione, passione, cura del particolare. Visione, entusiasmo e competenza tecnica specializzata, infatti, hanno fatto crescere con rapidità e costanza l’Azienda, la quale, sotto l’abile guida di Bruno Graziati, viene ad assumere gradualmente il ruolo di leader mondiale nel suo settore, sia in termini di market share, che di fatturato. Al Fondatore, intanto, cominciano ad affiancarsi i quattro figli, i quali, sotto la guida del padre e potendo contare sui suoi insegnamenti, nel corso degli anni vanno via via assumendo ruoli di sempre maggiore responsabilità nella condivisione dei diversi aspetti di gestione dell’attività. E infine, all’interno di un naturale avvicendamento di consegne, fa il suo ingresso in Azienda la seconda generazione: la gestione dell’Azienda passa infatti ai quattro figli e prosegue quindi il suo operoso cammino con questo nuovo assetto per molti anni.

Il Presente diviene Futuro: F.A.R.T diventa F/ART

Come necessariamente dovrà accadere per tutti, a un certo punto, purtroppo, anche per l’infaticabile Bruno Graziati viene il momento di congedarsi: nel dicembre del 2016, infatti, il Fondatore viene a mancare all’affetto dei suoi cari e delle sue maestranze. Dal marzo del 2017 Marisa Graziati diviene unico Amministratore Delegato, assumendo così su di sé ogni responsabilità direttiva e gestionale dell’Azienda.

L’impegno e l’obiettivo è quello di guidare F.A.R.T. verso prospettive rinnovate in cui far pesare una competenza progettuale e tecnica costruita in oltre 70 anni di intensa e riconosciuta attività. Ed è in quest’ottica che l’Azienda, sempre nel 2017, muta il suo logotipo e la grafia del proprio naming in F/ART, presentandosi anche ai Mercati con un’offerta completamente rinnovata e nuove prospettive di impegno. Più in particolare, l’Azienda si propone di supportare – secondo varie modalità e vesti – prodotti, progetti e partnerships nell’ambito dell’Arte contemporanea, dell’illuminazione di Design e della comunicazione luminosa in relazione alla tecnologia espressiva del neon.

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