MU/TER – Terraglio art Experience, Land Art Industriale tra Treviso e Venezia

MU/TER – Terraglio art Experience, Land Art Industriale tra Treviso e Venezia

mercoledì 14 ottobre 2020 | Arte, Eventi, Blog, News, News&Press
Immagine di  MU/TER – Terraglio art Experience, Land Art Industriale tra Treviso e Venezia

Incontro, ascolto, confronto di linguaggi e visioni. Nasce da qui “MU/TER, Terraglio Art Experience” che ha visto lavorare insieme F/ART e Studio Tonnato nell’ambito di “SMATH”.
Ne abbiamo parlato sabato 10 ottobre, presso l’auditorium del museo di Santa Caterina di Treviso, inseriti nella ricca programmazione di eDesign Festival, di cui siamo partner attivo per l’edizione 2020.

RELATORI DELLA CONFERENZA

 

  • Marisa Graziati (A.D. di F/ART)
  • Fabrizio Panozzo (Università Ca’ Foscari)
  • Andrea Menegotto (PROAP Landscape Architecture)
  • Federico Leoni e Giordano Magnani (artisti del collettivo STUDIO TONNATO)
  • Lavinia Colonna Preti (Assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Treviso)

 

MUTER è l’acronimo di Museo del Terraglio.
Ha l’assonanza con il termine mutare e racconta il cambio di visione che il museo vuole portare.
TER è abbreviativo di terzo, quindi MUTER come terzo polo espositivo con Venezia e Treviso.
Il tutto nella volontà di portare al Terraglio nuova linfa, una capacità di vedere in maniera diversa una strada che vive unicamente come sottofondo delle giornate dei pendolari ma che in sé racchiude tutta la storia di una fetta di Nord-Est.

 

VIDEO DELLA CONFERENZA

 

 

 

MU/TER: LA NASCITA

 

Per poter raccontare la nascita del progetto MUTER bisogna neces­sariamente comprendere la sinergia di componenti che ne ha permesso lo sviluppo.

Per prima c’è l’azienda F/ART. Leader nel settore trasformatori per neon, abituata ad un costante e continuo dialogo con il mondo dell’arte, all’interno della quale è nata la necessità di dare un ritorno al territorio. L’idea di un museo nasce qui, da Marisa Graziati, che ha sognato la via che ospita lo stabilimento della propria azienda come un punto di riferimento culturale.

In secondo luogo c’è Studio Tonnato, realtà giovane nel mondo dell’arte contemporanea, abituata nelle sue installazioni a portare il surreale nel­la realtà. La volontà di creare ambienti inusuali, creati per sorprendere e marcare l’identità di questi porta in maniera totalmente naturale a sposare l’idea dell’azienda.

In ultimo c’è SMATH (Smart Atmospheres of social and financial in­novation for innovative clustering of creative industries in Med area), progetto internazionale finanziato dal programma Interreg Med 2014-2020 che vede capofila la Regione del Veneto assieme al Dipartimento di Management dell’Università Ca’ Foscari Venezia. Il progetto nasce con la precisa volontà di generare una nuova possibilità di dialogo tra artisti a aziende, ed è proprio all’interno di questo “nest – nido crativo” che l’incontro tra F/ART e Studio Tonnato si è reso possibile, nasce concretamente qui MU/TER, Terraglio Art Experience.

 

MU/TER: LINEE GUIDA PER LAND ART INDUSTRIALE

 

  1. L’artista non è protagonista assoluto dell’opera d’arte ma accetta che sia il luogo a completare il proprio lavoro;
  2. l’industria va difesa in quanto scrigno della memoria;
  3. l’industria non viene più solo protetta, ma interpretata anche nella sua assenza: cambia quindi il rapporto con il territorio;
  4. le opere sono collocate in un hic et nunc e sono costruite privilegian­do materiali industriali. Escono dal paesaggio, per poi far ritorno nel territorio.

Le opere che verranno installate lungo il museo dovranno necessariamente essere installate all’aperto, visibili dalla strada; come una continuità dello stabilimento stesso, raccontando l’azienda e le sue caratteristiche e necessariamente confrontarsi con quanto circostante.
E’ quindi fondamentale un dialogo dell’artista con l’azienda da cui scaturirà poi l’opera, ed è sicuramente la chiave del progetto.

Data la natura complessa e molteplice delle opere d’arte contemporanea queste possono diventare di difficile individuazione in una continuità di spazi diversi in un territorio come il Terraglio. Nasce quindi l’esigenza di rendere l’opera segnalabile. Abbiamo pensato di aggiungere un ultimo fattore di riconoscibilità: la luce!
La luce infatti, oltre a fungere da segnalatore per le opere e dar loro una continuità diventando segno distintivo, permette anche la visita nottur­na del museo.

 

MU/TER: VANTAGGI PER IL TERRAGLIO

 

Quello che il MUTER vuole fare è creare un turismo lungo una via che oggi esiste solo come sfondo nelle giornate dei pendolari. Una via che possa venire percorsa in maniere nuove, anche a piedi, con calma, guardandosi attorno.

I vantaggi per il territorio sono notevoli, per prima vi è una necessaria riqualificazione della zona, un nuovo posizionamento nell’immagine che questa ha, la cui naturale conseguenza è il giovamento per tutto il tessuto sia sociale sia economico. Rendere il Terraglio una zona di eccellenza non solo produttiva è un vantaggio per tutti, creando una connessione ancora più forte con le realtà che questo unisce, diventando di fatto un terzo polo tra Treviso e Venezia capace di generare nuove possibilità di impresa.

 

MU/TER: IL RUOLO DI F/ART

 

F/ART assume il ruolo di capostipite, facendo da modello e mostrando/educando al rapporto arte e azienda, oltre quello di divulgatore, mettendosi in gioco per tirare le fila del progetto.

Le basi del lavoro che l’azienda andrà a fare saranno quindi:

  • creare networking, coinvolgendo tutti i player interessati;
  • dialogo con le istituzioni;
  • ricerca di un confronto con il mondo del arte, i curatori e gli operatori culturali.

 

Foto della conferenza a cura di: Federica Curculacos