F/ART e Green Marketing, Il Know-how e la cultura di un territorio

F/ART e Green Marketing, Il Know-how e la cultura di un territorio

lunedì 27 novembre 2017 | Blog, News, News&Press
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F/ART si presenta al mondo sotto una nuova veste nell’aprile 2017 con un’opera che esprime a tutto tondo la rivoluzione che avviene all’interno dell’Azienda.

R-LOVE-UTION, ideata dagli architetti Ludovica Serafini e Roberto Palomba, direttori artistici per Driade - la fabbrica d’autore come spesso è definita -, viene esposta durante il Salone del Mobile di Milano, la più importante fiera di arredamento internazionale. L’opera, realizzata in due copie, è presente all’interno dello stand Driade e nello show-room milanese del famoso marchio di arredamento e oggettistica per interni (leggi l'articolo qui).

La “rivoluzione amorevole” di Driade rappresenta al meglio anche la rivoluzione aziendale di F/ART che, in quegli stessi giorni, presenta il rinnovato sito internet, la nuova immagine coordinata e, soprattutto, la nuova vision aziendale: diventare il riferimento globale per la realizzazione e la diffusione di opere d’arte e di design e di progetti d’illuminazione basati sulla tecnologia del neon.

Una rivoluzione che si manifesta anche nei numeri di questi primi mesi che seguono la presentazione ufficiale del nuovo naming e del nuovo logo: a partire dai già citati Palomba Serafini e Associati, si prosegue nel mese di maggio con la partnership a M-O-D-U-S, collaterale ufficiale della 57° Biennale d’Arte di Venezia, dove viene presentata l’opera ToutVa degli artisti Marotta & Russo (comunicato stampa qui) e, nello stesso periodo, la sponsorizzazione della mostra “Antiquitas in Luce” dell’artista americano Laddie John Dill presso il Museo Archeologico di Napoli (comunicato stampa qui).

 

A seguire, e mantenendo un ritmo serrato, dopo l’estate vengono ufficializzate le prestigiose collaborazioni con la fiera di Torino Artissima (leggi l'articolo qui) e con il Pirelli Hangar Bicocca di Milano per la mostra sugli ambienti spaziali di Lucio Fontana (leggi l'articolo qui).

L’aspetto interessante consiste nella consapevolezza che la rivoluzione di F/ART non nasce da politiche commerciali o di marketing, ma trae la propria ispirazione dalla lunga storia dell’Azienda stessa. In tal senso, per spiegare meglio cosa abbia spinto l’Azienda a perseguire questa nuova filosofia, siamo obbligati a recuperare il concetto di “sostenibilità ambientale”, nato solamente una 40ina d’anni fa.

E' infatti a partire dagli anni ’70 del secolo scorso che si è sviluppata la consapevolezza che le risorse naturali non sono inesauribili. Parallelamente è aumentata la sensibilità di alcuni gruppi di individui che hanno espresso i loro bisogni e i loro valori, spingendo un numero sempre maggiore di aziende a proporre prodotti industriali attenti proprio alla limitatezza delle risorse naturali. Limitatezza che, nel 1972, viene per la prima volta ipotizzata da un gruppo di studiosi del MIT (Massachusetts Institute of Technology) a causa della repentina crescita dell’economia mondiale e dei suoi processi di sviluppo.

Negli anni a cavallo del 2000 il concetto di “sostenibilità ambientale” registra una profonda evoluzione che, partendo da una visione centrata preminentemente sugli aspetti ecologici,  approda a un significato più globale, che tenga conto delle dimensioni sociale ed economica, oltre che ambientale. I tre aspetti sono dunque considerati in un rapporto sinergico e sistemico e, combinati tra loro in diversa misura, vengono impiegati per giungere a una definizione di progresso e di benessere che superi in qualche modo le tradizionali misure della ricchezza e della crescita economica basate sul PIL. In definitiva, la sostenibilità implica un benessere (ambientale, sociale ed economico) costante e preferibilmente crescente nella prospettiva di lasciare alle generazioni future una qualità della vita non inferiore a quella attuale.

L’evoluzione della semantica della “sostenibilità” porta, alla fine del primo decennio del nuovo secolo, a un nuovo concetto di marketing - il cosiddetto “green marketing” - grazie all’apporto di studiosi come John Grant, Gian Paolo Fabris e il guru Philip Kotler, focalizzando in questo modo gli strumenti e le strategie utili alla diffusione di prodotti maggiormente sostenibili per l’ambiente, la società e l’economia.

La storia di F/ART ci parla di decenni di innovazioni tecnologiche volte alla miglior qualità e alla maggior durata possibile dei propri prodotti principali - i trasformatori per insegne al neon - così come di cura e passione per un territorio - dimostrate dalla produzione tuttora 100% made in Italy - e per la società in cui l’Azienda è nata e opera ancora oggi. Il “green marketing”, che di questi aspetti ne fa la propria bandiera, è evidentemente sembrato a Marisa Graziati, Amministratore Delegato di F/ART, il giusto approccio nel prendere le redini dell’Azienda in seguito alla scomparsa del padre Bruno. E, forse, anche un modo per onorare l’impresa, la genialità e la generosità del padre.

La nuova filosofia di F/ART, per rispondere maggiormente alle necessità del nuovo millennio, si articola così in tre sotto-brand, che ben rappresentano i concetti contenuti nella “sostenibilità” per come viene intesa oggi:

/ART, un progetto dedicato all’arte, al design, agli artisti e ai designer che lavorano con il neon come medium di comunicazione e come soggetto espressivo, raccoglie la sfida maggiore di soddisfare il requisito della sostenibilità sociale e culturale dell’Azienda;

/LIGHT, quell’insieme di servizi dedicati ai progettisti e professionisti che operano con l’illuminazione al neon, mette in relazione artigiani soffiatori, installatori e progettisti di tutto il mondo grazie alla rete globale di partner che F/ART conta ad oggi - circa 700 partner dislocati in tutto il mondo. Questo know how rappresenta al meglio l’idea di sostenibilità sociale, facilitando le connessioni e le relazioni fra più persone per la salvaguardia dei diversi territori e tessuti sociali;

/POWER, la gamma di prodotti storici di F/ART, con i suoi trasformatori impareggiabili in termini di durata e qualità, non poteva che soddisfare appieno i requisiti della sostenibilità economica da un lato - con i suoi oltre 70 anni di produzione o quasi 10 milioni di pezzi prodotti - ed ambientale dall’altro - prodotti duraturi e longevi, che sopportano anche 30 anni di utilizzo h24, consentono una notevole ed importante riduzione dei consumi di risorse, sia ambientali che economiche, in una logica win-win-win in cui vincono tutti: il produttore, l’installatore e il cliente finale.

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Articolo a cura di Enrico Moro (resp. Marketing F/ART)