How To Disappear – Brillare per la propria assenza

How To Disappear – Brillare per la propria assenza

lunedì 05 marzo 2018 | Blog, News, News&Press
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Sabato 3 febbraio u.s., in concomitanza ad Artefiera 2018, abbiamo avuto il piacere di inaugurare a Bologna, alla Galleria L’ARIETE artecontemporanea, una nostra mostra personale, per la curatela di Martina Cavallarin. Il titolo della mostra, How To Disappear, ne svela gli intenti: ovvero, la volontà di “brillare per la propria assenza”, come è riportato nel testo critico. Che è, per l’appunto, l’invito che ci siamo rivolti e che quindi abbiamo riproposto al numeroso pubblico che ci ha onorato con il suo calore durante la serata inaugurale.

 

La mostra delinea un itinerario da compiersi in rigorosa soggettiva all’interno della propria coscienza, alla ricerca di tracce labili ed instabili che permettano di trascendere il quotidiano – oltrepassandolo – e di accettare quindi il senso ultimo e profondo del proprio umano trascorrere. E dunque, le opere proposte – l’installazione “ToutVa, il pannello digitale della serie “Deep In Blue”, nonché il nuovo video “Couldn't Be Alone” e le nuove serie fotografiche “Keep In Touch” e “In Be Twin” – costituiscono altrettanti portali e vortici appositamente predisposti per condurre il visitatore – non più solo spettatore – attivamente all’interno delle dinamiche di un percorso originato e deviato da continui ribaltamenti di piano, di forma e di materia.

Un’alchimia permanente, insomma, in equilibrio precario fra il possibile ed il certo. Uno sforzo utile a rispecchiare la necessità di vivere ad un altro ritmo, secondo un diverso senso di densità ed intensità. E se vivere, come si dice, è un’arte, come tutte le arti può essere imparata. Basta darsi un’infinità possibilità; basta attendere con infinito scrupolo alla liberazione escapologica da ogni vincolo esterno che non abbia ancora saputo e voluto dissolversi in un mare di assoluta disponibilità. Quello stesso mare – reale e simbolico – che l’installazione “ToutVa” (avatarproject.it/it/projects/toutva) – accogliendo il visitatore all’ingresso – declina in un ritmo che, da moto ondoso, trasmuta in onde di luce. Luce fisica e percepibile, spirituale e mentale: con quell’intensità che solo il neon è in grado di restituire. Una tecnica espressiva, questa, che è capace di unire la sinuosa sensualità dei tubi di vetro lavorati artigianalmente, la volatilità del gas e la potenza dell’energia elettrica in un’unità esperienziale che ne ribadisce la specifica ragione d’impiego nel mondo dell’Arte contemporanea passata, presente e futura.


 

L’opera “ToutVa”, la cui produzione è stata sostenuta da F/ART – a cui va tutta la nostra riconoscenza – era stata precedentemente e per la prima volta presentata alla mostra “Modus – Tecniche, poetiche, materiali nell’arte contemporanea” (fart-neon.com/it/newsandpress/blog-pkv2/convegno-il-neon-per-larte-contemporanea-design-comunicazione-e-architettura.html), Evento Collaterale della 57. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia del 2017, per la curatela di Martina Cavallarin ed Eleonora Frattarolo. Abbiamo deciso di riproporre l’opera anche in questa occasione, in quanto essa è e diviene il sempre perfetto e logico avvio del percorso di visita di questa nostra personale: un primo potente portale e vortice di luce, sostenuto dagli altrettanto potenti trasformatori F/ART in essa celati.

Marotta & Russo

 

Credit
Testo: Marotta&Russo
Foto e Video: Irene Fanizza, Paolo Pandin, Giacomo Vidoni