Indestructible Language: intervista all'artista e al soffiatore

Indestructible Language: intervista all'artista e al soffiatore

venerdì 03 dicembre 2021 | Interviste, Arte, Eventi, Blog, News, News&Press
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Una monumentale opera d'arte che illumina con un neon rosso lo skyline di Glasgow durante la Conferenza sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite del 2021 a Glasgow (COP26) è la più recente collaborazione di F/ART nel mondo dell'arte.

"Indestructible Language” recita la frase “IT IS GREEN THINKS NATURE EVEN IN THE DARK.” alta tre metri in neon con vetro senza piombo, alimentato da energia 100% rinnovabile e trasformatori F/ART.

L'artista concettuale e attivista di New York - Mary Ellen Carroll (MEC, studios) è famosa per le sue opere che uniscono arte concettuale, attivismo sociale, legislazione urbana, processi economici, passando per politica pubblica, architettura, tecnologia e vita civile.

Solas Neon è un laboratorio-negozio di Edimburgo, che realizza insegne al neon. Ridefinisce in modo moderno la tradizionale soffiatura del vetro e la creazione di insegne, facendo parte di una nuova generazione di appassionati artigiani.

Per l'occasione li abbiamo intervistati entrambi.

 

L’ARTISTA: MARY ELLEN CARROLL

 

1. Qual è la sua opinione sui cambiamenti climatici?

Penso che siamo vicini al punto di non ritorno e che governi, imprese, organizzazioni, istituzioni, famiglie e individui dovrebbero impegnarsi di più e agire concretamente, poiché la situazione e i dati scientifici sono noti ormai da decenni e non c'è più tempo per aspettare: bisogna fare qualcosa collettivamente.


Mary Ellen Carroll - Photo by Pedro Alejandro Hernandez

 

2. Ci può descrivere l'opera “Indestructible Language” installata a Glasgow in occasione della COP26?

Indestructible Language è un'opera concepita nel 2006 per l'originaria commissione della Precipice Alliance, organizzazione fondata dal fotografo Joel Sternfeld e dall'editore Donna Wingate. Stavano commissionando lavori su larga scala su "questioni esistenziali" e mi hanno chiesto di proporre qualcosa sul riscaldamento globale. Visti i dati scientifici che stavamo seguendo e che tutto il mio lavoro come artista concettuale pone la base nel linguaggio, dopo circa 6 mesi di lavoro, è stata prodotta la frase: IT IS GREEN THINKS NATURE EVEN IN THE DARK. L’intensità di ogni parola e di ogni frammento aveva una propria autonomia singolarmente e come opera in sé. Doveva far riflettere gli spettatori sulla loro complicità o di rimanere all'oscuro.
Chester Jenkins di VLLG ha creato il lettering e un sistema efficiente dal punto di vista energetico; LiteBrite si è occupato della produzione originale.

Nel 2008 è arrivato un impatto economico devastante sulle organizzazioni artistiche, ed è precipitata anche la situazione del clima. Era questione di tempo per dare vita all’opera Indestructible Language, e con il COP26 a Glasgow è arrivato il momento di mostrare questo lavoro al mondo. Ciò è stato reso possibile anche grazie alla Schoolhouse che fronteggia la trafficata strada M8, al programma artistico di Urban Office (di proprietà di Lesley e Joe Logan), e all’incontro con Emery Boardman e il suo team di Solas Neon a Edimburgo. Ci tengo anche a menzionare quanto fossero importanti i trasformatori di F/ART per l'illuminazione della monumentale scritta a neon. Un enorme grazie anche ai partner e agli sponsor: Stardust, MCM, The Kind World Foundation e altri ancora.


Indestructible Llanguage ©Mary Ellen Carroll - Photo sweenypix ©2021 

 

3. Come e quando è nato il suo interesse per il neon?

Sono sempre stata affascinata dalla scienza del neon fino dalle prime insegne che vedevo da bambina in California e in Occidente. Ammiravo i miei predecessori come Bruce Nauman e la sua opera Eat War (1986) mi ha segnato molto dopo che sono tornata dalla mia permanenza nelle Filippine: dopo ciò che ha visto quel Paese in termini di disordini e guerre, un’opera del genere ha un richiamo pazzesco.

 

4. In aggiunta alle potenzialità espressive, il neon ha caratteristiche di conservazione, durabilità e sostenibilità dal punto di vista ambientale molto più forti rispetto ad altre fonti di illuminazione. Questi aspetti sono presi in considerazione nelle sue scelte progettuali?

Assolutamente. Questo è stato importante fin dall'inizio e la scelta del materiale è un aspetto fondamentale del mio lavoro. L'uso di vetro senza piombo, la fonte di energia rinnovabile al 100%, la storia del neon connessa all’industrializzazione e come questo processo stia cambiando, sono caratteristiche che fanno del neon un materiale durevole e sostenibile, oltre che con un’ottima qualità della luce.

A un certo punto del processo creativo qualcuno ha proposto i LED ed è stato invitato a lasciare la stanza. Non c'erano dubbi: questo progetto doveva essere realizzato esclusivamente con il neon!


Indestructible Llanguage ©Mary Ellen Carroll - Drone Photo By Dougie Lindsay

 

 

5. Le ricerche espressive basate sulla luce sono per loro natura strettamente connesse al progresso tecnico e alle tecnologie relative alla produzione delle sorgenti luminose. Come si sviluppa il Suo lavoro tra progetto creativo e parte tecnica?

Questa è un'ottima domanda! Spesso vanno di pari passo e a volte si avvia un dialogo. Il neon è stato sia una decisione dal punto di vista tecnico e creativo. Un aspetto che amo è quanto sia resistente e allo stesso tempo vulnerabile, proprio a causa della sua base in vetro. Ciò riflette l'emergenza climatica e la necessità di essere vigili e attivi, usando la nostra "immaginazione etica" per puntare a un’azione impegnata e collettiva.

 

6. Il neon ha una tradizione che coincide con la storia delle espressioni visive del XX secolo, dalla comunicazione visiva passando per l'arredo urbano fino ad arrivare alle ricerche artistiche più sperimentali. Come si può a suo avviso valorizzare questa storia nella contemporaneità ed incentivare ulteriormente il settore creativo verso la riscoperta delle potenzialità espressive del neon?

La storia del neon e dei suoi usi sono inestimabili per il presente e in particolare per l'arte. Il suo potenziale è infinito e proprio per questo sto lavorando a un nuovo progetto con la storica e curatrice d'arte Ruth Noack che ha anche avviato il centro culturale The Corner, unendo salute e cultura. Questo lavoro intitolato “A Stone is Nobody's“ comprende un'opera al neon che si trova in cima a una pietra di litio che la alimenta.

Ci piacerebbe collaborare con F/ART, Solas e altri partner su questa ricerca. Fortunatamente vivrò a Roma l'anno prossimo per il Prix de Rome, così da seguire il progetto da vicino, e non vedo l’ora arrivi quel momento.

 

7. Come hai conosciuto F/ART?

Emery Boardman di Solas Neon mi ha presentato l’azienda F/ART e gli sono grata per questa collaborazione.
In seguito ho scoperto che già utilizzavamo i trasformatori F/ART per altre opere al neon del mio studio, ma senza rendercene conto. Dico grazie, perché avere questo tipo di relazioni e fiducia è fondamentale per il successo e per stimolare la creatività.


F/ART transformer for Indestructible Language - Glasgow The-Schoolhouse © 2021 Mary Ellen Carroll MEC Studios

 

 

THE NEON BENDER: EMERY BOARDMAN DI SOLAS NEON

 

1. Come, quando e dove hai imparato a soffiare al neon?

Ho fondato Solas Neon nel 2018 dopo aver lavorato per un paio d’anni, dopo la mia laurea, come graphic designer. Lavoravo nel mondo delle insegne già da un po’, ho poi approcciato il settore del neon e delle installazioni commerciali. Per caso, nel 2018, ho incontrato Sandy Faith, uno dei pochi mastri vetrai rimasti in Scozia, che ha iniziato a tramandarmi i suoi 35 anni di esperienza nel settore. Entrambi abbiamo lasciato il lavoro per aprire un laboratorio per produrre neon a tempo pieno ad Edimburgo. Siamo cresciuti fino a diventare un piccolo team di 4 persone che lavorano su progetti al neon: da piccole commissioni su misura a lavori commerciali, collaborazioni con artisti, ma anche insegne per TV e cinema.


Emery Boardman - Solas Neon

 

2. Al giorno d'oggi, la digitalizzazione consente di creare insegne in modo rapido ed economico, anche se la qualità non è la stessa (soprattutto con il flex LED, l'imitazione del neon). Sei uno dei pochi in Scozia che ancora fabbricano a mano il vero neon. Come ti senti a riguardo?

Sì, e ne sono molto orgoglioso! Ci sono così tante cose industrializzate, è piacevole fare un mestiere di nicchia e creare con cura e attenzione qualcosa da zero, dall'inizio alla fine. C'è qualcosa in più, quasi spirituale, nel dare vita a un'insegna al neon. L'artigianato del neon, in sostanza, è cambiato davvero poco negli ultimi 100 anni ed essere in grado di continuare la tradizione e focalizzarla in un contesto moderno è fondamentale per il lavoro che facciamo e i progetti che portiamo a termine. C'è anche qualcosa da dire su quanto sia epico il viaggio di realizzare qualsiasi pezzo di vetro al neon: essere in grado di intraprendere il viaggio, con tutti gli alti e bassi che offre, è davvero gratificante, soprattutto con progetti come Indestructible Language.

 

3. Come hai incontrato l'artista di New York Mary Ellen Carroll? Qual è stata la prima sensazione quando ti ha chiesto di lavorare per il suo grande progetto sull'ambiente?

Mary Ellen ed io siamo stati presentati all'inizio del 2021 tramite un agente nel Regno Unito. Ho immediatamente riconosciuto quanto fosse collaborativa e il suo desiderio di lavorare con un team che potesse consegnare un lavoro così importante, per un momento così importante. La sua incrollabile fiducia nell’affidarci il suo lavoro e realizzarlo su un palcoscenico così importante è stata costante durante tutta la realizzazione, pezzo per pezzo. Da un punto di vista ambientale, questa tecnologia è estremamente efficiente, ecologica, oltre che essere un ottimo mezzo per trasmettere il messaggio. E’ stato estremamente toccante e importante leggere quelle parole sullo skyline di Glasgow alla COP26.


Mary Ellen Carroll (MEC studios) and Emery Boardman (SOLAS Neon) - Photo by Charles Renfro Diller Scofidio Renfro

 

4. Ci piacerebbe avere un po’ di numeri: quanti metri lineari di tubi in vetro ci sono nell'opera “Indestructible Language”? Quanti trasformatori? Quanto tempo ha richiesto la sua realizzazione in termini di ore o giornate lavorative?

I metri lineari totali sono poco più di 500 m (diametro di 15 mm in vetro trasparente senza piombo) alimentati da 60 trasformatori (da 6 kv a 10 kv). Abbiamo iniziato a parlare con Mary Ellen nell'aprile 2020 di questo progetto, e a sagomare il vetro solo il 27 settembre, a poco più di 4 settimane dall'apertura della conferenza COP26. Abbiamo completato la produzione di 204 sezioni a griglia, aiutato a progettare la lettere su cui abbiamo montato, installato e cablato l'intero pezzo sopra per il tetto dell'Old Schoolhouse a Kinning Park Glasgow. Abbiamo lavorato fino all'ultimo giorno assicurandoci che tutte le sezioni fossero correttamente montate e cablate nei 7 circuiti che avevamo progettato. Abbiamo ricevuto un enorme supporto da Joe Logan e dal suo team all'Urban Office, che hanno eretto l’impalcatura e fornito tutte le infrastrutture necessarie.


Install Indestructible Language Mary Ellen Carroll - COP-26

 

5. In qualità di artigiano, avrà sicuramente testato diversi trasformatori per neon nel corso degli anni, perché ha scelto proprio i Resinblock di F/ART per questo grande progetto artistico?

Perché sono i migliori! I trasformatori F/ART sono conosciuti in tutto il mondo per la loro affidabilità e hanno una certa reputazione anche grazie alle collaborazioni e il supporto degli artisti di tutto il mondo, anche su installazioni neon di larga scala.


F/ART transformers for Indestructible Language - Glasgow The-Schoolhouse © 2021 Mary Ellen Carroll MEC Studios