ArtSTYLE: The Freedom of hermetic art Christian Gobbo

ArtSTYLE: The Freedom of hermetic art Christian Gobbo

venerdì 15 settembre 2017 | News, News&Press
Immagine di  ArtSTYLE: The Freedom of hermetic art Christian Gobbo

Rivista: ArtSTYLE
Edizione: Estate-Inverno 2017
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Christian Gobbo (Treviso 1971), è un autorevole testimone di una pratica artistica che sin dagli anni sessanta ha rappresentato un campo di ricerca assolutamente vitale ed innovativo, vivo e palpitante sino ad oggi e con una eccezionale rappresentanza di artisti italiani che ne sono i capi scuola. Mi riferisco a quell’affascinante linguaggio che utilizza la luce del neon come medium artistico in grado di “dare luce” a pensieri, poesie e talvolta provocazioni. Sentimenti che trovano nel colore e nel calore immateriale del mezzo, un veicolo per relazionarsi con forza e originalità, non solo con l’osservatore, ma direttamente con lo spazio architettonico o urbano o addirittura con il paesaggio naturale. Christian Gobbo, da nobiltà a un materiale fragile come il neon, mescolandolo talvolta con metalli che si trasformano in “amplificatori di segnali”, specchi sui quali dipingere l’immaterialità e la leggerezza. Liberando la parola scritta, egli riflette sull’infinito creando un legame tra il passato e il presente.

Inserendosi in pieno in questa corrente artistica relativamente giovane e ancora oggi densa di energie propulsive, l’arte di Christian Gobbo è tesa ad indagare la parola scritta e il segno, la luce e il colore-materia del neon, di una peculiare ed unica tonalità azzurra. Le sue opere sono messaggi luminosi, risultato materializzato di pensieri e suggestioni elaborate nel tempo, che “accendono” lo spazio, si manifestano prendendosi il loro posto nella parete, imponendosi all’attenzione dell’osservatore; il pensiero dell’artista prende vita, si fa linguaggio, parola, tanto più potente perché raffreddato nella duttilità del vetro, tanto più incisivo perché reso magnetico dal neon luminoso che polarizza e cattura l’occhio di chi guarda, stimulando a soffermarsi e riflettere sul messaggio, ad appropriarsene e ad interpretarlo a seconda della personale sensibilità. I lemmi ermetici che danno vita alle opere appaiono sospesi, spesso solo accennati, come pronunciati a bassa voce o sussurrati: essi sono tesi ad evocare più che ad esplicare. Ma l’ermetismo di Christian Gobbo è in realtà la possibilità dataci dall’artista – che libera la parola, la plasma, la rende flusso continuo – di vivere a nostro modo l’idea che sta dietro all’opera: non c’è spiegazione, dogma, nulla di finito. La linfa vitale è il generare domande, riflessioni, osservare e cercare le risposte nel proprio io interiore. Segni, linee che demarcano, dividono lo spazio e conducono l’occhio al messaggio, oppure cerchi delineati da farsi polivalenti che rincorrendosi all’infinito si aprono a molteplici letture: l’arte di Christian Gobbo esprime con estrema raffinatezza e incisiva essenzialità, la necessità propria di ogni uomo di dialogare, di vivere l’altro attraverso la condivisione di parole e pensieri. Di affermare il presente attraverso la mutazione e il rinnovamento continui. Di comunicare, per esistere.