EXIBART: Fino al 3 luglio - Laddie John Dill, Antiquitas in Luce

EXIBART: Fino al 3 luglio - Laddie John Dill, Antiquitas in Luce

lunedì 03 luglio 2017 | News&Press, Press
Immagine di  EXIBART: Fino al 3 luglio - Laddie John Dill, Antiquitas in Luce
Tubi fluorescenti, cementi, sabbie bianche e terre, sono i materiali delle installazioni realizzate da Laddie John Dill per "Antiquitas in luce”, la mostra al Museo Archeologico Nazionale in collaborazione con F/ART, azienda leader nella produzione di neon.
La curatrice Cynthia Penna, di ART 1307, spiega che «il dialogo che si è creato tra queste opere minimaliste e le opere d' arte antica ha fatto sì che la luce proiettata dalle opere al neon sulle sculture classiche le facciano levitare e fluttuare nello spazio attraverso una totale perdita di matericità e di peso».
 
L'artista, esponente del gruppo Light and Space, progetta l'esposizione in armonia con le particolarità architettoniche del Museo. E' un'esperienza stupefacente vedere la trasformazione di un contesto simmetrico, ordinato e calmo, quando è contaminato dall'introduzione di elementi e materiali "estremi”. Dill, con la scelta di materie primordiali – sabbie, metalli e luce – rimanda al magma dal quale si generano le forme definite delle opere classiche, con gli spettacolari effetti dei neon sulla Venere Callipigia o sulla statua di Ferdinando IV, di Canova. Per come la luce elettrica sembra dissolvere le forme irradiandosi nell'ambiente, alcune di queste opere rivelano un potenziale intrinseco, l'arte classica si smaterializza con la luce passando per i sensi dello spettatore. Ciò che si vede è ciò che si percepisce, le installazioni di Dill non solo hanno un effetto sull'architettura e sulle sculture antiche ma coinvolgono inevitabilmente anche l'osservatore. Non gli trasmettono più la sensazione di trovarsi di fronte a un oggetto visibile, ci si immerge in uno o più colori che possono rapportarsi tra loro creando sovrapposizioni affascinanti e uniche, un’atmosfera surreale di trasparenza e rarefazione. ​
 
Leggi l'articolo qui: http://www.exibart.com/